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Brand Storytelling e le Carte di Propp

Brand Storytelling e le Carte di Propp

Un’azienda è come una persona, ha i suoi pregi e i suoi difetti, i punti forti e i punti deboli, le difficoltà e le potenzialità. E proprio come per le persone, ogni azienda ha una storia, che la rende unica al mondo.

Una storia spesso fatta di successi e insuccessi, difficoltà ed opportunità, sfide complesse e rocambolesche avventure. Ecco perché la narrazione d’azienda (brand storytelling) è da sempre uno strumento potentissimo per i brand che vogliono arrivare al cuore del proprio pubblico.

Raccontare una storia in cui le persone possano rivedere la propria, per un’azienda significa stimolare i più importanti meccanismi che ci spingono a preferire un prodotto rispetto ad un altro: l’empatia e l’identificazione.

Quando una persona rivede le sue paure, le sue speranze e le sue difficoltà all’interno di una narrazione d’azienda, probabilmente sarà più sensibile alla comunicazione del brand, perché in essa riconosce dei valori comuni. Gli individui possono identificarsi con gli eroi dello storytelling aziendale, oppure guardare a loro come a delle figure di ispirazione, da cui trarre lo stimolo e la forza per affrontare il proprio viaggio dell’eroe.

Il viaggio dell’eroe

Il cosiddetto “viaggio dell’eroe” è uno schema classico, proposto nell’omonimo libro dallo sceneggiatore della Disney Christopher Vogler, che individua alcuni elementi ricorrenti all’interno di una narrazione.

In ogni avventura che si rispetti, c’è sempre un “mondo ordinario” che viene in qualche modo scombussolato da una “forza malefica”, per questo motivo il nostro “eroe” è costretto ad intraprendere “un viaggio” che lo porterà ad affrontare delle “prove di coraggio”. Attraverso i suoi poteri e i suoi valori, con l’aiuto di alleati e mentori, l’eroe sconfiggerà la forza malefica e ci permetterà di concludere con un “lieto fine” la narrazione.

Pensando ai successi della Disney, ai libri classici e anche alle più moderne serie tv, quante di queste storie hanno uno schema che riprende “il viaggio dell’eroe” proposto da Vogler? Più o meno evidentemente, tutte queste storie si fondano su questo schema primordiale. Ovviamente, nel corso dei secoli, autori e sceneggiatori hanno cercato di mescolare le carte e proporre delle narrazioni che apparissero sempre nuove. Più o meno come quando si dice che le note musicali sono 7, e i musicisti devono partire da quella base comune per poter creare qualcosa di nuovo.

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Illustrazione de “La bella e la bestia” di KKA Illustration

Schema di Propp

Partendo da questi presupposti, il linguista e antropologo russo Vladimir Propp, ha sviluppato uno studio approfondito delle origine storiche delle fiabe e dei racconti del folklore. Attraverso questo studio, Propp individuò un modello comune a tutte queste narrazioni e costituito da 31 funzioni (Morfologia della Fiaba, Vladimir Propp, 1928).

Tra queste 31 funzioni, troviamo elementi che sono alla base di tutte le vicende che incontriamo sul grande schermo o sui libri di narrativa: c’è l’allontanamento del protagonista da casa, il danneggiamento dell’antagonista nei confronti di un parente/amico/amante dell’eroe, ci sono le prove,le battaglie e la conclusione con la ricompensa finale.

Le 31 funzioni rientrano all’interno di uno schema generale, detto appunto Schema di Propp, costituito da 4 punti essenziali:

  • Equilibrio iniziale (inizio della storia)
  • Rottura dell’equilibrio iniziale (il motivo per cui l’eroe comincia il viaggio)
  • Peripezie dell’eroe (le sfide e le avventure dell’eroe)
  • Ristabilimento dell’equilibrio (lieto fine e ricompensa)

Lo studio dell’antropologo russo, oltre ad individuare gli elementi tipici di una narrazione, determina anche i personaggi archetipi presenti all’interno di ogni storia:

  • l’eroe, ovvero il protagonista della storia
  • l’antagonista, ossia il nemico che si oppone all’eroe
  • il mandante, cioè il personaggio che chiama all’azione l’eroe
  • l’aiutante, il personaggio che spalleggia l’eroe nella sua avventura
  • la principessa o il premio, che è la ricompensa che motiva la partenza dell’eroe per il suo viaggio
  • il donatore, spesso è anche un mentore che addestra l’eroe e gli fornisce i mezzi per sconfiggere il suo nemico

Per capire meglio i personaggi archetipi di Propp, possiamo confrontare questa lista con uno dei più grandi capolavori narrativi degli ultimi secoli: Il Signore degli Anelli.

Leggendo o guardando con attenzione la storia inventata da Tolkien, scopriamo che:

  • l’eroe è Frodo Baggins, il coraggioso hobbit che parte per il viaggio
  • l’antagonista è Sauron, l’entità malefica che mette a rischio il mondo
  • il mandante è il Gran Consiglio di Elrond, che comprende Nani, Elfi e Uomini e che incarica la Compagnia dell’Anello della missione
  • l’aiutante è l’intera Compagnia dell’Anello – in special modo Samvise Gamgee – che accompagna Frodo attraverso le sue avventure
  • la principessa o il premio in questo caso è la salvezza dell’universo
  • il donatore è Gandalf, il mago che sprona Frodo e gli dà i mezzi per portare a termine la sua missione
Illustrazione de "Il Signore degli Anelli" di Kunal Krishna

Illustrazione de “Il Signore degli Anelli” di Kunal Krishna

Le Carte di Propp

Le Carte di Propp sono delle carte che possono aiutarci nella costruzione di una fiaba o di un racconto, attraverso un semplice gioco di società. Le carte sono spesso utilizzate dai maestri per stimolare la creatività e l’immaginazione dei loro piccoli allievi, ma sono adatte anche a chi voglia passare una serata in compagnia o cimentarsi nella creazione di una narrazione.

Le carte sono 21, presentano un disegno e una piccola didascalia che fornisce qualche indizio sul personaggio e la funzione. Una volta distribuite ai partecipanti del “gioco”, ognuno gira le carte durante il proprio turno e aggiunge un tassello alla storia in costruzione.

In questo modo si può realizzare un racconto appoggiandosi ad uno scheletro predeterminato, ma facendo viaggiare la fantasia giocando con i personaggi e le funzioni individuate da Propp.

Certo, per implementare una narrazione di marca efficace non è sufficiente fare una partita a carte. Ci vuole analisi, strategia e obiettivi ben definiti. Ma rifarsi allo schema di Propp e al Viaggio dell’Eroe – come fanno i migliori narratori e produttori cinematografici – ci assicura una linearità e una potenza narrativa estremamente valida, perché è antica ma allo stesso tempo sempre nuova.

Nella peggiore delle ipotesi, avremo impiegato qualche ora a stimolare la nostra immaginazione, che non sarà mai una cattivo affare!

 

Illustrazione di copertina di Sara Kipin

Illustrazione de “La bella e la bestia” di KKA Illustration

Illustrazione de “Il Signore degli Anelli” di Kunal Krishna

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