LA MIA STORIA

L’anno è il 1989.
Da qualche mese è entrato in commercio il dispositivo che terrà compagnia per decenni a milioni di ragazzini in tutto il mondo, il Gameboy. Il muro di Berlino sta già tremando, ma crollerà solo tra qualche mese. Nel frattempo il semi-sconosciuto, informatico e britannico Tim Berners Lee pubblica il primo documento sul sistema di ipertesto che da lì a qualche anno avrebbe rivoluzionato il mondo: il World Wide Web.

Nei negozi di dischi fanno capolino album che avrebbero fatto la storia, come Bleach dei Nirvana e Disintegration dei The Cure del burtoniano Robert Smith, mentre i Pink Floyd si preparano al concerto The Wall per festeggiare “la caduta“.

Nei cinema troviamo Robin Williams nei panni di un eccentrico quanto amabile insegnante di letteratura, Spike Lee dà vita ad un genere con il suo Fa’ la cosa giusta, mentre Oliver Stone mette al mondo uno dei suoi capolavori da Oscar: nato il 4 luglio.

Proprio il 4 luglio (ed è ancora da dimostrare che Mister Stone non abbia voluto farmi una dedica) vedo la luce in un paesino di provincia nascosto dalla nebbia lombarda.

Ma come si evince dallo “-iello” finale del mio cognome, sono solo in prestito alla terra padana e faccio presto ritorno alle origini campane della mia famiglia.

Qui ha luogo il mio primo approccio con l’informatica, disciplina che mi accompagnerà per tutta la vita, a partire dal periodo smanettone fino ad arrivare a quello più serio (ma non troppo) in cui conseguo una qualifica come Tecnico per lo sviluppo di applicazioni informatiche.

Nel frattempo, indipendente come il 4 luglio americano, mi appassiono alla comunicazione in tutte le sue forme: musica, cinema, letteratura e arte in genere.

Tante modalità diverse per raggiungere lo stesso scopo: comunicare al mondo una propria idea e una propria visione della vita.

Per questo motivo, dopo anni passati ad essere un semplice quanto accanito consumatore di contenuti, ho deciso di diventare un produttore di contenuti, un artigiano della parola che prende dei concetti e delle idee, li confeziona ad arte e li manda in giro per il mondo.

Con buona pace di mia madre che ancora fatica a capire cosa sia, di preciso, un copywriter.