picasso guernica daniele signoriello copywriter

Quando sento definire una persona o un’idea creativa, mi viene la pelle d’oca.

Ciò che mi fa rabbrividire è la leggerezza con la quale troppo spesso si dà a questo concetto una parvenza di esclusività: la creatività vista come un lusso per pochi eletti, fortunati e senz’altro invidiabili.

Decantata, amata, invidiata e sottovalutata. La creatività è un dono del destino oppure una competenza che si apprende?

Ma davvero la capacità di creare o pensare nuove cose e nuove idee è facoltà esclusiva di artisti, intellettuali e grandi pensatori?

La creatività quotidiana

Personalmente, ho sempre visto la creatività non come un talento ricevuto in dono alla nascita, né tanto meno una competenza che si acquisisce con lo studio o tramite un preciso corso universitario. Certo, la si può affinare e soprattutto allenare, ma non imparare sui banchi di scuola come con la geografia o la storia.

Più plausibilmente, la creatività è un’ attitudine, una modalità di pensiero, un tipo di approccio alla vita in tutti i suoi aspetti.

Non è forse creativo il giovane innamorato che si ingegna, pur non essendo scrittore di professione, per creare una lettera d’amore alla sua bella?

Non è forse creativo l’imprenditore che, pur non facendo della creatività il suo pane quotidiano, se ne serve per dare vita e sussistenza alla sua impresa?

Vecchi ingredienti, nuove ricette

Cos’è, dunque, questa chimera che tanti professano, ostentano e inseguono?

Sintetizzando il pensiero del matematico, fisico e filosofo naturale francese Henri Poincaré, potremmo dire che la creatività è il processo con il quale si uniscono elementi già esistenti attraverso collegamenti del tutto nuovi.

La creatività, quindi, non ha a che fare tanto con la creazione di qualcosa (nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma, no?), ma piuttosto con la capacità di trovare inediti punti di vista su qualcosa che è già stato inventato, nuove ricette per impastare vecchi ingredienti.

La creatività è la capacità di trovare inediti punti di vista su qualcosa che è già stato inventato, nuove ricette per impastare vecchi ingredienti.

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Le condizioni per la creatività si devono intrecciare: bisogna concentrarsi. Accettare conflitti e tensioni. Rinascere ogni giorno. Provare un senso di sé – Eric Fromm

Respira e lasciati ispirare

Mi è capitato più volte di sentire o leggere, all’interno di un contesto informatico, la frase “reinventare la ruota”. Ciò ha a che fare con l’inutilità, per i progettisti, di scervellarsi per creare qualcosa daccapo, quando qualcun altro l’ha precedentemente fatto.

Cosa c’entra questo con la creatività? I Rolling Stones, idoli di più generazioni che hanno rivoluzionato il rock, non hanno preso in prestito (o tratto ispirazione) dal blues di Muddy Waters e Robert Johnson?

Quentin Tarantino, tra i registi più apprezzati del nostro tempo, non ha forse attinto a piene mani nel repertorio cinematografico di grandi maestri come Sergio Leone o Jean-Pierre Melville?

In realtà, le potenzialità creative di un individuo sono strettamente legate alla sua capacità di lasciarsi influenzare dagli stimoli che lo circondano. Se prendessimo una persona e la lasciassimo vivere in una stanza vuota, senza libri, film o musica, sarebbe in grado di produrre qualcosa di bello?

“I buoni artisti copiano, i grandi rubano”
Pablo Picasso

Copia consapevolmente

D’accordo, questo non vuol dire che per essere creativi basti farsi bombardare passivamente dai prodotti della creatività altrui. Tanto meno la copia selvaggia (o meglio il plagio) del lavoro di qualcun altro può portare ad un risultato, se non ad una brutta figura o ad una denuncia di furto di proprietà intellettuale.

La creatività non è un processo meccanico, non la si impara a tavolino, come già detto.

Vedo la creatività come un grande frullatore: si prendono delle informazioni e degli stimoli, si aggiungono delle influenze e delle ispirazioni, un pizzico (si fa per dire) di concentrazione e tanta perseveranza.

Vi si aggiunge la competenza tecnica di un determinato campo: puoi essere creativo quanto vuoi, ma se non hai studiato architettura non sarai mai un Renzo Piano!

L’ingrediente segreto? L’insight, l’intuizione, la visione. La polvere magica che amalgama tutti gli ingredienti e crea il nuovo collegamento.

Si lascia sedimentare il tutto per un po’, magari lontano da ulteriori sovraccarichi di informazioni o stimoli. Questo è il motivo per il quale tanti artisti vivono dei periodi di isolamento. Alcuni altri, sono capaci di isolarsi, o meglio alienarsi, per cullare una propria idea anche in mezzo al caos.

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